modalità di prenotazione

Regolamento per la celebrazione dei matrimoni

La prenotazione della Chiesa non dovrà superare un’ anno di attesa dalla celebrazione.

Nella Basilica non è permesso celebrare più di tre matrimoni al giorno da distribuire nella mattinata e nel pomeriggio secondo i seguenti orari: 10:00 – 12:00 e 16:00 – 18:00.

All’atto della prenotazione gli sposi  riceveranno dal Rettore il modulo dell’attestato che dovrà essere compilato dal parroco della sposa. La prenotazione è provvisoria ed ha una durata di 14 giorni, entro i quali gli sposi dovranno consegnare al Rettore il suddetto Attestato debitamente compilato per la conferma definitiva, altrimenti la prenotazione sarà cancellata.

Gli sposi che intendono disdire o cambiare la prenotazione, provvisoria o definitiva, sono pregati gentilmente di comunicarlo al Rettore.

I fidanzati sono pregati di seguire il corso di preparazione al matrimonio presso una qualsiasi parrocchia.

Gli sposi posso invitare un celebrante a loro scelta, altrimenti il rettore della basilica provvederà a celebrare il matrimonio.

Qualora gli sposi abbiano scelto come celebrante il Rettore della basilica, dovranno fissare un appuntamento con lui per la preparazione della liturgia almeno un mese prima del matrimonio.

Documenti Richiesti

Certificato di battesimo per uno matrimonio, da ritirare presso la parrocchia dove si è stati battezzati.

Certificato di cresima  da ritirare presso la parrocchia dove si è ricevuta la cresima oppure presso l’Archivio Storico del Vaticano

Documenti di stato civile: certificazione contestuale in carta semplice da richiedere al comune.

Il parroco della sposa oppure dello sposo raccoglierà i suddetti documenti e sarà lui a preparare (in un unico documento) il modulo  XIV da consegnare all’Ufficio Matrimoni del Vaticano di Roma, Piazza San Giovanni in Laterano. Tale ufficio provvederà poi al rilascio del nulla osta, dopo il giuramento e le pubblicazioni

Pratiche Matrimoniali

UN MESE PRIMA DEL MATRIMONIO GLI SPOSI DOVRANNO:

Consegnare il modulo XIV (Comprensivo del nulla osta rilasciato dal Vicariato di Roma) alla parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli (alle spalle del Teatro Marcello), Piazza Campitelli, 9  – 00186 Roma. tel. e fax 06 68803978, e-mail: santamariainportico@vicariatusurbis.org. L’ufficio è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:30, escluso il Giovedì.

Richiedere il certificato di matrimonio alla parrocchia Santa Maria in Portico in Campitelli, contestualmente alla consegna del modulo XIV. Gli sposi poi troveranno il certificato di matrimonio inserito nel registro dei matrimoni il giorno della celebrazione.

Recarsi presso la Basilica di San Giorgio in Velabro per comunicare:
– nome e cognome del celebrante; l’elenco dei testimoni con le loro generalità (nome, cognome, età, residenza);
– il regime di comunione o separazione dei beni;
– se intendono avvalersi dell’organo della chiesa;
– il nome e telefono del fioraio e del fotografo scelti;
– l’eventuale utilizzo del libretto della liturgia da distribuire agli invitati

Saldare il contributo per la chiesa. Per la celebrazione del matrimonio fuori parrocchia il contributo per le spese fissato da Vicariato è di €270,00. Tale contributo dovrà essere saldato al Rettore di San Giorgio al Velabro.
La quota comprende: i versamenti dovuti al vicariato, alle parrocchie e alla basilica. Non sono comprese le spese per la musica, per l’addobbo, per la tappezzeria e per i fiori.

AVVERTENZE

La sposa ha l’obbligo di entrare in chiesa con la massima puntualità; l’uso dell’organo è consentito unicamente all’organista titolare della basilica; alla fine della celebrazione è consentito al fotografo ufficiale effettuare fotografie all’interno della basilica solo con genitori, testimoni e famigliari stretti; gli sposi dovranno salutare parenti e amici all’esterno della basilica; è consentito il lancio del riso esclusivamente all’esterno della basilica; è vietato il lancio di coriandoli e confetti.

“Il Signore benedica l’unione di quanti scelgono, attraverso il sacramento del matrimonio, somigliare a Dio-Carità.”